"Se ascolto soltanto, dimentico. Se leggo, posso ricordare qualcosa. Solamente se faccio, imparo."

Ho sempre voluto promuovere il più possibile quello che si può fare sulle nostre montagne... innanzitutto, con la voglia di trasmettere questa "grande passione". Spero che anche questo sito web riesca a far parlare di montagna" e a far capire quante attività si possono praticare... "ancora" immersi, nella natura che essa ci offre.

 



Cima Pra dei Camosci 2438 m

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Una Cima selvaggia proprio di fronte agli impianti del Dos del Sabion. Il nome la dice tutta… solitamente percorsa solo dai camosci. Rimane nel Gruppo di Brenta Sud sopra il Lago di Valagola a sinistra del sentiero che da l’accesso al Rif. XII Apostoli. Poco conosciuta ma che si fa notare, essendo di fronte alle piste da sci. Dal Dos del Sabion, guardando il Gruppo di Brenta rimane a sinistra, slanciata e con due enormi cenge aeree sopra altrettante pareti rocciose. Un’altra meta forse mai salita con gli sci prima di una mia visita in compagnia di Marco Polla nel 1991, allora mio compagno di gare. La salita della cima è possibile solo dopo aver superato l’unico punto stretto e ripido della parete: un bel canalino (a sx rispetto alla cima) che deve avere un buon assestamento della neve.

La lunga diagonale dal Lago Asciutto. A sinistra il canalino di accesso.

Accesso: solitamente dagli impianti del Dos del Sabion seguendo le tracce che vanno verso il Rif. XII Apostoli. Appena giunti al Lago Asciutto (lo si può raggiungere anche dalla Sant Antonio Mavignola percorrendo la Val Agola) si prosegue in diagonale a sinistra mirando il canalino descritto nella premessa. E’ l’unico accesso che porta alle cenge alte. Queste danno accesso ai pendii della parte alta che portano verso la cima. Dette cenge devono essere percorse con nevi sicure. Al termine della prima cengia che si percorre da sinistra a destra si deve attraversare sotto un salto di rocce, il quale deve essere subito percorso sul suo bordo destro per salire sulla spalla della cima. Da qui con terreno sempre ripido si raggiunge la cima.

Discesa: si svolge sullo stesso percorso della Salita. Sono possibili anche discese sulla massima pendenza, quindi più dirette, anche se poi si è costretti comunque a riportarsi sulla linea percorsa in salita. Il canale che da accesso alla cima è l’unico passaggio anche per ritornare a valle. Nel 1991 stavo preparandomi per le selezioni di maestro di sci con Marco Polla. Non potevamo non notarla… era li, di fronte a noi che ci aspettava. Era l’unico versante scialpinistico salibile possibile, era troppo bella e ci attirava il fatto di salire dove prima non era salito nessuno. Con Marco cercavamo queste avventure e il 24 gennaio, per noi, rappresentava una giornata di allenamento come un'altra. Le gare allora non c’erano in questa stagione e quindi ci siamo “sfogati” in questo modo. Era anche una "fuga" alla monotonia degli esercizi per migliorare la tecnica di discesa per le selezioni da maestro. E’ stata una salita di preparazione per le competizioni di scialpinismo, le stesse che durante il resto dell’inverno mi tenevano forzatamente lontano da questo tipo di salite.

 

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