"Se ascolto soltanto, dimentico. Se leggo, posso ricordare qualcosa. Solamente se faccio, imparo."

Ho sempre voluto promuovere il più possibile quello che si può fare sulle nostre montagne... innanzitutto, con la voglia di trasmettere questa "grande passione". Spero che anche questo sito web riesca a far parlare di montagna" e a far capire quante attività si possono praticare... "ancora" immersi, nella natura che essa ci offre.

 



Cima Brenta 3150 m e Cima Brenta Occidentale 3122 m

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Cima: posizionata in ambiente severo, offre difficoltà per tutti i gusti. Lungo questo itinerario si affrontano salite e discese tecniche e di grande soddisfazione. E' sul percorso della più famosa Cima di Brenta che comunque si può raggiungere continuando in cresta. I tratti da percorrere con i ramponi vanno dalle semplici pareti di neve e roccia alle creste aeree, soprattutto quella a finale che conduce alla vetta attraverso passaggi di neve e roccia da percorrere eventualmente la corda per una maggiore sicurezza.

Una panoramica sulle cime del Massiccio di Cima Brenta con la salita.

Accesso: la salita classica è quella che parte dal Rif. Vallesinella, passa per il Rif. Casinei e il Rif. Tucket, quella più comoda: dagli impianti del Grostè seguendo le tracce del sentiero estivo che danno accesso al Rif. Tuchet sino a che s’incontrano i cavi della teleferica del rifugio (questo è il punto di incontro dei due accessi). Da qui, sempre a mezza costa, inizialmente verso il rifugio ma poi a destra scendendo sotto le pareti di roccia che sostengono il Rifugio. Una volta giunti nell’ampio vallone che scende dalla Bocca di Tuckett si si apre in tutta la sua ampiezza la Vedretta di Brenta Superiore. Un vallone tagliato in basso da una fascia di rocce mista a neve poste sopra il sentiero Sosat. Si risale il pendio fino ad incontrare la fascia di roccia sopra il sentiero Sosat, la si supera a piedi o con ramponi, nel punto da valutare sul posto, che si ritiene più idoneo (solitamente nel centro). Superata la fascia di roccia si risale nell’ampio vallone formato dalla Vedretta fino a che questa termina ad un’ampia forcella di neve a quota 2950 circa dove solitamente si abbandonano gli sci. Qui si continua tenendo a sinistra e ci si porta, a mezza costa senza alzarsi e seguendo la neve, sulla cresta che sale verso la Cima Brenta Occidentale, con alcuni salti di roccia attrezzati parzialmente con della corda bianca e fettucce varie fino a raggiungere il nevaio della cima.

Discesa: dalla cima si ritorna sui propri passi fino a rimettere gli sci per la discesa spettacolare della Vedretta di Brenta Superiore e del ritorno al punto di partenza. Una grandiosa variante (che consiglio) è quella di proseguire, inizialmente in discesa, in direzione della Cima di Brenta 3150 m. Da qui si può scendere con pendii di neve ripidi attorno ai 50° nello scivolo Nord di Cima Brenta fino alla Bocca di Tucket. Un percorso ad anello di alta classe. Poi in mezzacosta al Rif. Tuckett (punto di incontro delle due discese). Ora esistono due possibilita: a secondo della provenienza: 1- da qui ancora a mezza costa ci si dirige percorrendo alcuni tratti sali scendi di pochi metri, ma sempre in discesa (solo con neve assestata) fin sotto le pareti della Corna Rossa per la semplice risalita alle piste di sci del Grostè e per la discesa definitiva alla macchina; 2- la discesa diretta al Rif. Casinei e in Vallesinella.

 

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