"Se ascolto soltanto, dimentico. Se leggo, posso ricordare qualcosa. Solamente se faccio, imparo."

Ho sempre voluto promuovere il più possibile quello che si può fare sulle nostre montagne... innanzitutto, con la voglia di trasmettere questa "grande passione". Spero che anche questo sito web riesca a far parlare di montagna" e a far capire quante attività si possono praticare... "ancora" immersi, nella natura che essa ci offre.

 



Ferrata Rino Pisetta Monte Dain

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E' considerato uno dei percorsi ferrati più impegnativi della zona Prealpina e Dolomitica. Qualcuno la menziona come una ferrata solo per esperti, una delle più difficili in Europa, molto impegnativi i primi 60 metri e le placche centrali. Bellissima pure l'uscita sulla cima, formata da una rotta ed intrigante crestina affilata protesa nel vuoto.  Data la forte esposizione al sole si consiglia la partenza di buon ora nella stagione calda. La parete e ricca anche di itinerari alpinistici di tutto rispetto.

La puntigliosa attrezzatura nulla toglie alle profonde visioni e alle forti emozioni che si provano durante l'arrampicata; a volo d'uccello si domina interamente la Valle dei Laghi e sui Monti di Arco giù fino al Lago  di Garda.

Proseguendo, la ferrata continua alternando salti verticali a tratti orizzontali esposti e cenge. Caratteristica della ferrata è che la via sale per crepe naturali lungo le verticali placche di roccia che caratterizzano il monte Garsolé. Più in alto la via si fa più facile e continua per un sentiero nel bosco per poi riprendere, sulla parete sommitale, in estrema esposizione salendo a zig-zag lungo una fessura della parete, unico appoggio per i piedi.

Panorama unico su tutta la Valle dei Laghi. La Cima Garsolé sovrasta la località di Sarche di Calavino, che è situata in prossimità del lago di Toblino, a nord di Riva del Garda, lungo la strada che conduce verso Trento.

L'attacco della ferrata si trova sopra un pilastro, a ridosso della parete verticale del monte Garsolè, dal quale si può avere una prima bella veduta sul fondovalle. I primi metri, attrezzati di sola corda fissa, su roccia molto levigata e poco appigliata, sono verticali e volutamente molto difficili. Dopo il primo salto verticale di circa 20-30 metri, una via di fuga (l'unica in tutto il percorso) permette il rientro a chi non se la sentisse di proseguire.

La parte finale è più semplice e con un sentiero per il bosco conduce rapidamente ad una roccia strapiombante dove si trova il libro di via.  Da quel punto si raggiunge più facilmente la Cima.



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